Grugliasco. Di tempeste, acquazzoni e prevedibili rotte.

imagesCaro Cornelio,
con la tua lettera passionale, quasi infuocata, per un attimo sei riuscito a spiazzarmi. Fai riferimento ai miei due precedenti post sulle elezioni grugliaschesi, e hai deciso di suonarmele di santa ragione. Tiri in ballo anche il povero Hitchens, tentando di scoraggiarmi dal seguire i suoi consigli e, opportunamente, tacere più spesso. Mi proponi, altresì, la lettura di un articolo (leggi qui) che consideri l’ultima parola su tutta la vicenda.

Orbene, lungi da me il sottrarmi a qualsivoglia battaglia polemica, voglio risponderti “per le rime”.
Intanto, ho letto l’articolo che mi hai proposto e devo dire che non vi ho trovato una sola parola sbagliata o fuori posto, a partire dal titolo. Anzi, il titolo non dice ancora tutto e tra breve ti spiegherò il perché. Inutile, quindi, soffermarci oltre sul pezzo citato, se non per dire che non è leale, da parte tua, confrontarlo con i miei. Ex post, infatti, è difficile sbagliare le analisi.

Se rimanessimo nel campo dei numeri, non potremmo non notare che la vittoria – meritata – di Roberto Montà è pur sempre orfana del suo competitor storico (Mariano Turigliatto), mancato all’appello per valide ragioni ma inspiegabilmente poco oculato nella scelta del suo successore.  Permettimi dunque di abbandonare per un attimo le aride cifre e tentare una notazione appena appena socio-politica su quanto accaduto; sono sicuro che rimarrai soddisfatto di quanto dirò sul tuo amato sindaco. Continua a leggere

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Prove da sindaco


E così ieri, tra il silenzio della stampa e il pienone di pubblico, “l’altro pd” ha ufficializzato la candidatura di Salvatore Amarù a sindaco di Grugliasco.
Sarà dunque la riproposizione del duello delle primarie ultime scorse, a tener banco nel centro sinistra grugliaschese in occasione delle ormai prossime elezioni amministrative.
Questa volta, però, il rapporto di forze sembra decisamente ribaltato, a danno del sindaco uscente. A testimoniarlo, il bagno di folla che ha invaso la sala del Consiglio comunale di Grugliasco, ma anche la maschera livida del primo cittadino uscente, per l’occasione rintanato nel suo ufficio, a imitazione di quei funzionari che per meritare prestigio assillano la macchina comunale con la loro sterile presenza.

Certo, chi si aspettava novità intriganti, candidati giovani, magari donne, per contrastare il vecchiume che da troppo tempo soffoca la città, sarà rimasto deluso. D’altro canto, il prestigio e l’esperienza sono sempre tenuti in alta considerazione da una certa classe politica.
Rimane ora da vedere come si muoveranno le restanti forze in campo, prescindendo – non me ne vogliano – dalle neonate realtà civiche decise a correre in solitaria, di cui è difficile ipotizzare l’incidenza nei corsi elettorali.
A questo punto, ci si potrebbe aspettare a buon diritto che la compagine che fa capo a Turigliatto, magari coalizzandosi con quel che rimane della sinistra, decida di puntare non solo sulle competenze ma anche sul carisma del proprio candidato sindaco. D’altronde, lo stesso Turigliatto è il migliore esempio grugliaschese – finora – del personaggio che incarna perfettamente queste due caratteristiche, ragion per cui la sua immagine sarebbe la prima a giovare del buon risultato di un suo delfino.
Insomma, tutto serve a questa parte della sfera politica grugliaschese, tranne un candidato che non spicchi per freschezza, lucidità e capacità organizzative. Per capirci, uno di quelli che “non si parla addosso”.
Sempre che i possibili futuri alleati di Amarù non decidano di giocare la stessa carta del Movimento 5 stelle. Il quale, sicuramente memore (e a ragione) delle esperienze in altre parti della penisola, sembra che abbia deciso di puntare proprio sul candidato ideale: donna, giovane e – pare – competente.
Come ho già avuto occasione di dire in precedenza, loro possono permettersi di prescindere dai trascorsi in consiglio comunale e anche dall’effettivo radicamento sul territorio del singolo candidato. La loro forza risiede soprattutto nel simbolo, nel programma cristallino e nel traino delle esperienze di amministrazioni invise a tutto l’establishment nazionale ma amate dai cittadini.
Per tutti gli altri la strada sembra più impervia. Importante, per loro, sarà quindi attrezzarsi nel miglior modo possibile. Dimostrare.di saper allocare correttamente le risorse a disposizione suggerisce una propensione al buon governo che potrebbe non sfuggire agli elettori.

Il miglior avversario possibile

dammi-cinqueIn questi tempi di estrema aleatorietà del panorama politico, a Grugliasco (TO) sembrerebbe profilarsi almeno una certezza: Roberto Montà (pd) potrebbe non diventare sindaco una seconda volta.
Inutile raccontarvi la storia del fenomeno che, in quasi vent’anni, da giovane virgulto della sana amministrazione si è trasformato nel solito vecchio trombone della politica più retriva.
Senza dimenticare il suo miglior record, di cui ho parlato altrove (Leggi qui), che ha visto la sua coalizione vincere le passate elezioni grugliaschesi “nonostante” la sua impopolarità.

Ma non sarà questa sua impopolarità a fregarlo. E neppure la penosa storia delle sue “dimenticanze” riguardo ai pagamenti delle tasse (Leggi qui). Aggravata – a nostro avviso, dalla sua posizione di presidente di Avviso Pubblico. No, a mettere le cose a posto ci hanno pensato i Moderati e i cosiddetti “dissidenti” interni al pd grugliaschese. I motivi sono noti e non ci soffermeremo ad elencarli. Lasciamo ad altri le oziose elucubrazioni sulle dinamiche interne al pd e alla sua coalizione. Quello che conta, a nostro avviso, è che ormai la frittata dovrebbe essere fatta. I Moderati potrebbero tornare ma Montà non dovrà essere il candidato sindaco. I dissidenti potrebbero rientrare ma Montà dovrà farsi da parte. Il pd – pur lamentando mal di pancia dietro le quinte – ha mostrato un sostegno non solo di facciata al vecchio politico azzoppato. Ergo, molto probabilmente perderanno. Continua a leggere

Gli imprevedibili costi dei politici. Anche quelli della porta accanto

L’incidenza dei costi dei politici sulle finanze di noi cittadini ha superato la soglia della normale sopportazione già da tempo. E a quelli palesi e occulti occorre aggiungere  i costi delle inefficienze di mercato legate alla politica.

Tasche vuoteContrariamente alla narrativa di regime, è nota a chiunque la riluttanza dei politici di professione nei confronti del lavoro propriamente detto, quello che produce ricchezza per il Paese. Pressione fiscale da record e incidenza del costo della vita dell’80 per cento sugli stipendi medi stanno lì a dimostrare che loro, i politici, sono molto più avvezzi a sperperarla, quella ricchezza, anziché produrla. Quello a cui nessuno di noi normalmente pensa, e che viene opportunamente taciuto dal mainstream dell’informazione, è che l’incidenza dei costi dei politici sulle finanze di noi cittadini ha superato la soglia della normale sopportazione già da tempo. Solo che non lo sappiamo o non lo valutiamo correttamente, perchè quando si tocca questo discorso, in genere, si fa riferimento ai più generici costi “della politica” e non “dei politici”. In questo modo si opera una pericolosa (ma funzionale per il sistema) spersonalizzazione del problema. Continua a leggere