Le relazioni pericolose

Per coloro i quali avessero bisogno di una conferma riguardo alle connivenze sospette tra amministrazioni locali e CGIL; ma anche per tutti quelli che intendono imparare come si conducono campagne elettorali disastrose, il piatto è servito. Un gustoso articolo pubblicato dalla testata on line Lo Spiffero ci riporta indietro nel tempo, fino agli anni bui del corporativismo.
Solo in questo modo si spiega la presenza del primo inquilino di via Maria Vittoria (Saitta, Presidente della Provincia di Torino, n.d.r.) al convegno che stamattina, “nell’auditorium del Palasaitta di corso Inghilterra, chiuderà la campagna elettorale della Cgil per le elezioni della Rsu in Provincia, in programma da lunedì a mercoledì.” Tema dell’incontro: “Provincia, quale futuro?”. «Mossa, almeno per i tempi, per nulla imparziale che non può che suscitare sconcerto e perplessità tra il personale» sottolinea intelligentemente il giornalista. Personale che, ovviamente, vive la forte preoccupazione legata al gran vociare che si sta facendo intorno alla possibilità di cancellare le Province, il che produrrebbe un gran numero di esuberi.

Non sono certo tra quelli che si stupisce per un’iniziativa del genere (parlo, ovviamente, dell’ospite “desiderato”) ma sono davvero sconcertato dall’ingenuità della manovra. E’ un po’ come se la FIOMavesse invitato Marchionne a intervenire a conclusione della loro campagna elettorale. Così, tanto per spaventare ulteriormente gli operai fiat ed eventualmente chiamarli a condividere con lui una protesta nei confronti di un Governo che avesse mai deciso di dare un taglio di forbice ai finanziamenti statali alle imprese. Sono convinto che gli operai torinesi non si sarebbero fatti infinocchiare da una boutade del genere, e credo che per i lavoratori della Provincia valga lo stesso principio. Insomma, ormai l’odore di bruciato lo riconosciamo subito.

E a chi si sta chiedendo perché a Grugliasco non è successa la stessa cosa, la risposta potrebbe essere che da queste parti alcuni sindacati ritengono ormai superata la necessità di riscuotere il consenso dei lavoratori, prima di mostrarsi apertamente pappa e ciccia con i datori di lavoro. La dimostrazione sta tutta nella sottoscrizione di un’intesa fortemente avversata dai lavoratori ma fermamente voluta dall’amministrazione uscente. Al punto che, infischiandosene sfacciatamente del diniego dei lavoratori,la Giuntaaveva in programma martedì scorso proprio il mandato ufficiale alla Delegazione di Parte Pubblica per la firma definitiva del contratto decentrato. Contratto che riporta, oltre alla sigla dell’amministrazione, soltanto quella di CGIL, CISL e DICCAP. Tenteranno l’azione di forza? Io ho chiesto immediatamente un incontro con il Direttore Generale per diffidarlo dal compiere un’azione che reputo eversiva e invitarlo, invece, a tenere in conto la volontà dei lavoratori prima di quella di tre sole sigle sindacali.
I lavoratori stanno ancora aspettando una risposta.

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