Riunione RSU del 28 marzo 2012

Per i nostalgici del Partito Unico di bolscevica memoria, ma anche per i loro omologhi di destra, insomma per tutti coloro che provano disagio nelle democrazie, questa riunione di insediamento delle nuove RSU sarebbe stata un evento imperdibile. Impossibile da ridurre alla pura cronaca.
Come detto, doveva essere la riunione di insediamento delle nuove RSU, con la determinazione delle varie cariche, ma non ci è voluto molto a capire due cose, e cioè che la riunione l’avrebbe condottala CGIL nella persona del suo PPU (Portatore del Pensiero Unico) e che il tutto si sarebbe trasformato in una operazione di “fagocitamento” della RSU da parte della CGIL.

Ma andiamo con ordine. Sin dalla disposizione nei posti a sedere, il PPU ha messo subito le cose in chiaro, accomodandosi al posto di capotavola. Ha poi condotto la riunione in luogo dei componenti CGIL, consentendo loro esclusivamente di ratificare le sue parole. Saggia decisione, devo dire, visto che l’unica volta che qualcuno di loro ha espresso un’opinione si è dichiarato “imbarazzato” per la piega che aveva preso la discussione. Quindi, dopo che il buon componente anziano (da Regolamento: il più votato) ha espletato alcune formalità imposte dal Regolamento, si è passati alle modifiche dello stesso. Modifiche mai proposte prima, diventate improvvisamente più importanti della discussione sul Contratto Decentrato, la più incisiva delle quali è stata quella dell’abolizione del Vice Coordinatore. Una scelta squisitamente politica e in perfetto stile totalitario, perché la figura del Vice Coordinatore era stata introdotta per concedere alle minoranze di esprimere almeno un organo nella compagine direttiva. Con questa proposta scellerata il PPU ha voluto mettere nero su bianco che la democrazia interna alla RSU sarà limitata alle procedure di voto, dove sarà facile per loro trovare una maggioranza con qualsiasi componente della Triplice. Triste è stato constatare che, errori a parte, l’imbarazzo di alcuni componenti CGIL è scomparso di fronte alla proposta di istituire – in luogo del Vice Coordinatore – la figura di un Segretario nominato dal Coordinatore. Anche qui, come in Parlamento, si sostituiscono gli eletti con i nominati. Ma è la sinistra, bellezza!

L’arrivo del territoriale CISL alle 11,30 circa lo vede catapultato in piena discussione sul contratto decentrato 2011. Qui il Pensiero Unico della Triplice diventa un coro, per spiegare che questo è il miglior contratto possibile e che tutte le modifiche che riteniamo opportune le faremo inserire in tante dichiarazioni congiunte, perché sono tutte cose che esulano dalle materie di contratto vero e proprio. Mi riservo di documentare la mia posizione che è la seguente: i lavoratori hanno chiesto all’unanimità di non accontentarsi di meri impegni per il futuro (leggi: dichiarazioni congiunte) e, soprattutto, ci hanno chiesto di intervenire in modo incisivo sulla parte giuridica del contratto, cioè sui diritti. Per dovere di cronaca, la mia proposta di far firmare a tutti i dipendenti una richiesta per parcheggiare l’auto negli spazi riservati a amministratori e direttore generale (o segretario comunale?) è stata approvata dalla CISL ma solo dopo che il problema sarà portato in delegazione trattante (di nuovo!). Aspettiamo, aspettiamo, qualcosa nel frattempo succederà…

Una piccola digressione sul ruolo del sindacato nella contrattazione. La mia opinione è che l’unica arma nelle mani del sindacato per modificare il contratto, a questo punto, è quella della mancata sottoscrizione. Ossia, non firmiamo il contratto fino a quando non troviamo una quadra sulle modifiche (che è la posizione della CGIL a livello nazionale). Il rappresentante CISL e il PPU concordano, invece, che per l’amministrazione è indifferente avere un contratto firmato o meno. Invito tutti a riflettere su questo, perché se così fosse, sarebbe inutile perdere tempo e soldi per riunirsi a discutere quando gli unici a volere il contratto sarebbero i lavoratori. E’ chiaro che se così fosse, l’amministrazione proporrebbe un suo documento e poi si arroccherebbe sul “prendere o lasciare”, tanto prima o poi saremo costretti a firmare. Io penso che non si possa svilire in questo modo l’attività sindacale. In realtà l’amministrazione ha interesse a firmare per diversi motivi, politici e pratici. Basti pensare all’enorme numero di incarichi e di progetti ad hoc, attribuiti a persone di fiducia (per esempio le P.O.) che non vedrebbero un centesimo fino alla firma del contratto.

Non posso tacere che il PPU, come mi aspettavo, ha giocato la carta dell’art. 18, paventando la nefasta possibilità che la modifica proposta dal Governo venga estesa anche ai dipendenti pubblici. In attesa di scrivere un articolo dettagliato in proposito, è bene chiarire che l’art. 18 è attualmente applicabile ai dipendenti pubblici, esattamente come il resto dello Statuto dei Lavoratori. E lo stesso vale per le sue modifiche, a meno che non venga espressamente inserita una deroga per i pubblici dipendenti. Al momento non esiste deroga.

Insomma, la prima riunione RSU ci ha messo in allarme. Qualcuno vuole soffocare la democrazia e ha già cominciato a farlo. Ho la fortuna di essermi sgravato del ruolo di Coordinatore, che assorbe tempo e pazienza in gran quantità. Ora potrò dedicarmi esclusivamente alla difesa della democrazia e della pluralità all’interno dell’azienda e della stessa RSU. Contateci.

Quasi dimenticavo: in bocca al lupo, Ernesto!

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