Delegazione trattante del 17 aprile 2012

Parafrasando il noto incipit del “Manifesto” potremmo dire: “Uno spettro si aggira per la Sala Giunta – lo spettro di…”. Marx ed Engels avevano riempito i tre puntini con un soggetto preciso: il comunismo. Che, in questa Sala Giunta, non si è mai fatto vedere, neanche per delega. Eppure qualcuno, quel giorno, mancava. Non si sono fatti nomi (la privacy?) ma solo qualche indizio. Il bizantinismo urticante utilizzato dalla parte pubblica per rimandare le questioni ritenute scomode ha fatto nuovamente centro. L’ordine del giorno (preparato dalla parte pubblica) prevedeva, infatti, la discussione (inutile) su una questione già da tempo decisa dai lavoratori della polizia municipale: la destinazione dei fondi previsti dall’art. 208 del C.d.S.. In sostanza, quale utilizzo fare di somme che giacciono accantonate da qualche anno nei meandri del bilancio dell’ente e sulle quali i lavoratori hanno piena voce in capitolo. Voce che ha dato mandato, mesi orsono, all’amministrazione affinchè provvedesse a fare un’operazione banalissima: convenzionarsi con il CRAL del comune di Torino. Una semplice delibera (di cui abbiamo anche prodotto un fac simile, solo da copiare, utilizzato già da altri piccoli comuni) e un semplicissimo documento da firmare (anche questo prodotto in fac simile). Altri comuni contattati precedentemente e lo stesso CRAL di Torino, ci avevano assicurato che si trattava di una roba di pochi giorni, il tempo di una riunione di Giunta, come quelle con cui si esternalizzano interi servizi per affidarne la gestione ad aziende e/o cooperative, ma molto più semplice nel contenuto.

Invece no. Anche in questo, noi ci distinguiamo. Dopo un colloquio con l’Assessore al personale (su cui vale sempre spendere una parola di elogio, quantomeno per la disponibilità e la grinta operativa che la distinguono), mesi di attesa intervallati da due richieste di sollecito e una risposta di “presa in carico” della richiesta, siamo ancora qui ad aspettare. Aspettare cosa? Anzi, chi? Ebbene, pare che la parte pubblica, in delegazione, avesse in mano un documento (una “richiesta”, per l’esattezza) presentato da un fantomatico rappresentante della RSU, la cui assenza avrebbe impedito la prosecuzione del dibattito e, di conseguenza, allungato i tempi.
Ma chi sarà mai questo sciagurato che si permette di assentarsi da una riunione dove si tratta una questione così importante? Facciamo due conti. Della vecchia RSU della polizia municipale (quindi l’unica che avrebbe potuto inviare simili “richieste”) siamo rimasti in due. Uno era presente, l’altro sono io. Trovato il colpevole! Io, che mi faccio eleggere e poi non mi presento alle riunioni! Io, che faccio ritardare l’allocazione di risorse decisa dai lavoratori della polizia municipale! Io, che pontifico dall’alto del mio blog ma poi non ci sono quando è ora di trattare! E via dicendo.
In realtà, sapete che c’è? C’è che io non ho mai fatto una “richiesta” che non potesse essere trattata anche in mia assenza, perché le lettere inviate su questa materia o erano sottoscritte anche da altri, oppure erano firmate come “coordinatore”, quindi espressione dell’intera RSU. C’è che né io né i firmatari abbiamo mai chiesto di discutere della faccenda in delegazione trattante, perché i lavoratori della p.m. hanno già deciso come impiegare quelle somme, e solo loro possono decidere. C’è che ogni giorno che passa sottrae interessi alle somme accantonate, al momento non investite (spero), con danni economici per i lavoratori interessati. C’è che questa operazione è stata tirata avanti già fin troppo e la farsa dovrebbe finalmente terminare. In sostanza, è lecito pensare che qualcuno stia tentando di rimandare il più possibile l’operazione, per scopi che possiamo soltanto supporre.

Ma io non c’ero, in delegazione trattante. Già, non c’ero. Così non avrei potuto sentire se qualcuno avesse detto che la colpa, in fondo, è solo mia; e non avrei potuto sentire se qualcuno avesse avvertito un mio amico che si era messo con la persona sbagliata (dove l’ho già sentita questa?); e non avrei potuto sentire se qualcuno avesse rimproverato allo stesso amico che questa operazione era stata fatta senza coinvolgere le sigle sindacali. Perché se fosse vero io gli avrei risposto che sì, tutto è stato fatto dalle sole RSU, lasciando volutamente fuori le sigle sindacali, che non servivano perché i lavoratori potevano decidere da soli, e le sigle le abbiamo messe volentieri alla porta. Anche se, da come stanno andando le cose, ho l’impressione che stiano tentando di rientrare dalla finestra. A voi le conclusioni.
Anzi, non posso concludere senza sottolineare che, nonostante la mia assenza, il mio appello di stigmatizzare il comportamento di un tale funzionario per l’irruzione alla scorsa assemblea sia servito. Pare che il funzionario fosse mortificato e che il Dirigente abbia dichiarato pubblicamente che certe cose non accadranno più. Vedete che quando si vuole…

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