Il senso della casta per la legge

Il confine tra legittimità e opportunità è difficile da delineare. E’ uno di quei casi in cui conviene affidarsi al senso comune. A chiunque, infatti, è immediatamente chiaro quando una cosa può essere legittima ma inopportuna, così come il contrario. Ad esempio, è legittimo che i partiti presenti in parlamento continuino a rinviare le discussioni su tagli e controlli ai loro bilanci, ma tutti ci rendiamo conto che è quantomeno inopportuno. Oppure, è legittimo che i partiti dotati di finanziamento pubblico (ai sensi della famosa legge – truffa) spendano fiumi di denaro per pagarsi le campagne elettorali ma, anche qui, l’inopportunità è palese.
Definire legittimo ma inopportuno che i lavoratori di un’azienda usufruiscano delle loro ore di assemblea per cercare di capire quali saranno le politiche del personale e le strategie aziendali proposte dal futuro sindaco lo trovo, diciamo così, bizzarro. Non si parla di politica in senso stretto ma, piaccia o no agli interessati (e sappiamo che quando si trovano a dirigere la carovana piace moltissimo), le politiche aziendali, in un ente pubblico, sono decise dalla politica strictu sensu. Non solo, quindi, è legittimo convocare un’assemblea per parlare di politiche del personale, ma anche opportuno. E come succede in qualsiasi azienda di un Paese civile, in cui i lavoratori si sono conquistati determinati diritti o addirittura una legge che li tutela (nel nostro caso, lo Statuto dei lavoratori), è chiaro che un’assemblea ne rallenta o interrompe temporaneamente l’attività. Ora, si può ritenere legittima ma inopportuna la norma che consente tutto ciò? Certo che sì. Ed è quello che ha fatto il nostro ex sindaco qualche giorno fa.
Un’esternazione legittima, ci mancherebbe, ma per quanto riguarda l’opportunità? E’ pur vero che la politica grugliaschese sembra ormai aver perso la sfida con il tecnicismo dei suoi alti burocrati, ai quali pare abbia ceduto, definitivamente, le redini del potere, senza minimamente ostacolare la loro tendenza a comprimere i diritti dei lavoratori. Abbiamo tutti potuto vedere, però, il nostro ex primo cittadino presente  con tanto di fascia anche all’ultima manifestazione per la ricorrenza del Primo Maggio, Festa dei lavoratori. Sembra quasi che, “costretto” a onorare i lavoratori per impegni istituzionali o di visibilità, dovesse poi sgravarsi la coscienza attaccandoli dalle colonne dei giornali. Oppure possiamo pensare che ce l’abbia avuta soltanto con i lavoratori del pubblico impiego, avvalorando la tesi che vuole i dipendenti pubblici così bizzarri da scagliarsi, personalmente, anche contro la loro stessa categoria. Chi può negare, infatti, che ogni politico e amministratore sia, a tutti gli effetti, un dipendente pubblico, al servizio dei cittadini e da essi stipendiato?
Qui sta l’ambiguità della sua posizione, su cui, però, non ci soffermeremo oltre. Prendiamo atto, semplicemente, del fatto che il potere, a lungo andare, può tirare brutti scherzi. Logora chi non ce l’ha, è vero, ma sembra non fare troppo bene anche a chi lo detiene per troppo tempo.
Per questo ci sentiamo di augurare al nostro ex primo cittadino una lunga e riposante vacanza.

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