Comune di Torino, -5% alle indennità

Un interessante articolo de “lo spiffero” porta a considerare seriamente la situazione del lavoro pubblico nel torinese. Considerate, infatti, le affinità politiche delle amministrazioni della zona Ovest con quella del capoluogo, riteniamo sensato cominciare a preoccuparci per il futuro del pubblico impiego. Sempre più nelle mani della politica e delle fasce alte dell’apparato amministrativo. E i sindacati? Beh, io continuo a non essere tranquillo…

Palazzo Civico si appresta a varare la riforma dei servizi comunali che prevede tagli consistenti alle buste paga dei dipendenti. Sindacati sul piede di guerra e il Pd chiede spiegazioni

Varata la riorganizzazione dei mandarini di Palazzo Civico, l’assessore al Personale del Comune di Torino Gianguido Passoni sta già lavorando a una più complessiva riforma dei servizi comunali che coinvolgerà anche gli 11 mila funzionari, impiegati e altri lavoratori della principale azienda cittadina per numero di dipendenti. Il tema è quanto mai spinoso: c’è da modernizzare metodi obsoleti e da rivedere contratti sempre meno attuali e attuabili. E non mancano le resistenze. Perché, nonostante le rassicurazioni del ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, anche il lavoro statale e comunale non è più garantito a vita e presto potrebbe rispondere anch’esso ai sacri principi della flessibilità e dell’efficienza.

Da anni a Palazzo di Città si attende una riforma complessiva della macchina con lo scopo di efficientare i servizi ma anche, inutile negarlo, di risparmiare su una delle più ingenti spese sostenute dalla città: il proprio personale, appunto. A questo proposito si vocifera ormai da qualche giorno, soprattutto in ambienti sindacali, che sarebbe pronto un taglio del 5% sulle indennità per tutti i dipendenti comunali. Un sacrificio necessario per salvare il salvabile secondo alcuni, il solito tentativo di risparmiare sulle spalle dei più deboli per altri.
I rappresentanti dei lavoratori sono già in fibrillazione e avrebbero trovato una sponda con alcuni consiglieri, come testimonia una interpellanza firmata dai democratici Gianni Ventura, Domenico Carretta e Domanico Mangone. Nel documento si contesta la riduzione di un euro dei buoni pasto ai dipendenti – «un provvedimento che non avrà mai il nostro voto» mette le mani avanti Ventura – e si interpella l’amministrazione riguardo a «una “fantomatica” riorganizzazione dei servizi comunali che, in realtà, produrrebbe una riduzione degli stipendi dei dipendenti comunali».
Gli animi sono caldissimi e anche l’ultima trovata del city manager Cesare Vaciago, che ha impedito l’utilizzo dell’aria condizionata durante i mesi estivi, non ha fatto che indispettire un personale sempre più distante dai dorati piani nobili di Palazzo Civico, dove gli stipendi non hanno mai meno di cinque zeri. Il tutto a un paio di settimane dall’approdo in giunta del bilancio previsionale per il 2012, da approvare in Sala Rossa entro il 30 giugno. Sarà un test fondamentale per questa maggioranza.

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