L’insostenibile leggerezza dell’ex

Al comune di Grugliasco tira un’aria nuova? Anche la casta dei dirigenti costretta a prendersi le responsabilità profumatamente pagate.

Non so se davvero tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine, ma per alcuni possiamo rispondere di sì. A suffragio di questa affermazione sta l’implacabile sequenza di due fatti accaduti a breve distanza l’uno dall’altro al comune di Grugliasco. In un precedente post, sostenevo l’inopportunità di una affermazione dell’ex sindaco del comune di Grugliasco riportata da un noto giornale torinese. Il riferimento era a un’assemblea indetta dalle rappresentanze sindacali dell’ente al fine di incontrare i candidati sindaco per cercare di comprenderne le intenzioni a riguardo delle politiche del personale. “Legittima ma inopportuna” sentenziava l’ex primo cittadino, mentre il giornalista rincarava la dose stigmatizzando uffici vuoti “per elezioni” e cittadinanza furiosa. Ciliegina sulla torta, il conto farlocco sui costi dell’assemblea per il comune, su cui è meglio tacere.
Ebbene, a dimostrazione della tendenziosità o, meglio, faziosità dello sgradevole intervento ex sindacale, c’è un fatto. Anzi, due. Con avviso affisso nei vari uffici, il nuovo sindaco comunica che in data 22 maggio, evidentemente in orari diversi, verrà effettuata la presentazione della nuova giunta ai lavoratori del comune. Per quelli del Palazzo, l’appuntamento è in sala consiglio, esattamente dove si è svolta l’assemblea incriminata. Personalmente non ci trovo nulla di strano.
Quello che mi chiedo è per quale motivo nessuna voce si sia finora levata per contrastare un’operazione che, a prima vista, presenta molte analogie con quella tanto contestata. Molte ma non tutte. Infatti, mentre l’assemblea dei lavoratori è un diritto garantito per legge (come ci ricorda lo stesso ex sindaco), l’incontro in questione non trova riscontro in alcuna normativa. Ciò significa che i servizi dell’ente potrebbero venire interrotti in modo arbitrario ma, non essendoci una formale chiusura degli stessi, risulterà impossibile calcolare il costo dell’operazione.
Sarà per questo motivo che nell’avviso si è provveduto a ricordare, con una formula ossimorica tanto cara alla casta dirigenziale, che i Dirigenti dovranno contestualmente consentire la massima partecipazione dei lavoratori e garantire la continuità dei servizi. Peccato che la stessa formula sia sottintesa (ed è dovere dei dirigenti conoscerla e attuarla) anche quando si convocano le assemblee sindacali.
Perchè, allora, non è stata messa in pratica anche in occasione della famosa “assemblea elettorale”? Perchè i dirigenti non hanno provveduto in quell’occasione a garantire la continuità dei servizi essenziali? Eppure il Contratto Decentrato vigente parla chiaro: “Durante lo svolgimento delle assemblee deve essere garantita la continuità delle prestazioni relative ai servizi minimi indispensabili nelle unità operative interessate secondo quanto previsto dai singoli accordi di comparto”. E di questo non devono occuparsene i sindacati, bensì i dirigenti. Che in occasione della scorsa assemblea, evidentemente, non hanno fatto il loro dovere, lasciando scoperti interi servizi (stando sempre all’articolo di giornale citato).

Insomma, abbiamo la dimostrazione che, come spesso accade, i vertici delle organizzazioni godono di tutti i benefici possibili, facendo bene attenzione a scaricare le responsabilità sulla base o, quando possono, sui sindacati.
Per fare questo, però, hanno costantemente bisogno di un’amministrazione compiacente, che finora non è mancata. Possiamo quindi registrare un nuovo trend nella gestione dell’ente, anche dal punto di vista delle politiche del personale e delle relazioni sindacali? Forse è un po’ presto per dirlo, ma la decisione di non intaccare il monte ore assemblea per incontrare la giunta, unito alla raccomandazione scritta a tutti i dirigenti di fare il loro dovere, sembra andare nella direzione giusta.

Concludiamo con una “voce di corridoio”. Pare che l’ex sindaco abbia deciso di incontrare i lavoratori della polizia municipale per salutarli. Qualche malpensante sostiene che lo farà in orario d’ufficio. Sono sicuro, al contrario, che per coerenza e simpatia li inviterà al di fuori dell’orario di servizio, magari per un aperitivo. Sembra che le scommesse stiano già decollando, ma di prenotazioni neanche l’ombra.

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3 pensieri su “L’insostenibile leggerezza dell’ex

  1. Un datore di lavoro puè disporre dei suoi dipendenti come meglio crede. Se, in orario di lavoro, decide di chiuderli in un salone per recitare loro l’intera Divina Commedia, può farlo benissimo. Ed i lavoratori vengono pagati come se lavorassero. Qui però si tratta di dipendenti pubblici, pagati con i nostri soldi. Per cui una simile iniziativa in orario di lavoro è un arbitrio. Il fatto che in tale periodo “venga garantito ugualmente il servizio”, o è una palese falsità, oppure vuole dire che l’organico del Comune è abbondantemente superiore rispetto all’organico effettivamente necessario per lo svolgimento delle normali funzioni. Per tutte queste ragioni sarebbe stato indubitabilmente meglio organizzare simile “presentazione” al di fuori dell’orario di lavoro: si sarebbero evitate tante polemiche. Ma forse alla riunione avrebbe partecipato nessuno.

  2. Marco Buccino ha detto:

    Ciao Oltre Orario, sono un 22enne grugliaschese. Ho da poco aperto un blog personale in cui parlo anche di politica comunale, dato che voglio seguire più da vicino cosa succede nella mia città. Ho iniziato a seguirti, ti lascio l’indirizzo del mio blog. Grazie mille, Marco Buccino. http://marcobuccino.wordpress.com/

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