Le due spade di Damocle

Esternalizzare è uno degli sport preferiti dalle pubbliche amministrazioni, sicuramente il più diffuso. Talvolta viene confuso con il privatizzare un servizio, ma che sia cosa ben diversa è ormai noto. Privatizzando, infatti, metti quel servizio sul mercato, creando competizione, efficienza e, in genere risparmi per la pubblica amministrazione; esternalizzando, invece, crei una società pubblica o partecipata, riempi il Consiglio d’Amministrazione di amici e/o politici trombati, e a nessuno frega niente dell’efficienza o economicità, perchè i buchi di bilancio sono a carico della pubblica amministrazione. In ogni caso, i vantaggi che comporta per la politica sono notevoli. Il più gettonato pare sia il potere legato alle nomine, ma ne esiste uno che in genere si sottovaluta, e cioè quello di gestire il servizio eludendo gran parte dei vincoli legati ai servizi pubblici. Insomma, di fatto lo trasformi in un servizio più personale che privato.

Ci sono però servizi che non si possono privatizzare, perchè la legge li considera così delicati da impedire a priori che possano trasformarsi, appunto, in una di quelle robe descritte sopra. Basta citare, ad esempio, la giustizia, la difesa, la polizia o l’ufficiale d’anagrafe. Ebbene, se siete un politico che si sente minacciato da uno di questi servizi, esistono diversi metodi per fare in modo di indebolirlo fino a neutralizzarlo. Ed è piuttosto semplice.

Il primo passo consiste nel mozzarne la testa. Ossia, vi liberate del dirigente che, nella maggior parte dei casi sarà di ruolo, quindi potrebbe opporsi alle vostre fregole senza tema di venire licenziato. In genere gli si trova un posto altrove, possibilmente meglio retribuito. La seconda azione vi vedrà nominare un dirigente a contratto, di modo che il suo posto di lavoro (dirigente esterno) o la sua promozione (nel caso scegliate di utilizzare un dipendente) siano completamente nelle vostre mani. Con l’andazzo che c’è in Italia e gli esempi che quotidianamente apprendiamo dai giornali, non è più così difficile trovare qualcuno disposto a qualunque cosa pur di migliorare la sua situazione finanziaria e di status sociale.

Il problema è che le persone, in genere, crescono, si evolvono e vogliono sempre di più. In questo caso il dirigente, vuoi per ambizione personale, vuoi per uno scatto d’orgoglio, potrebbe decidere di sottrarsi al giogo del padrone, magari, come si suol dire, cominciando a “guardarsi intorno”. Insomma, potrebbe decidere di andarsene, costringendovi a ripetere l’operazione.
Tranquilli, anche a questo c’è rimedio. Il trucco consiste nello scegliere un dirigente il più possibile incapace. E non pensiate che sia un’operazione rischiosa, cioè che ne possa risentire l’andamento del servizio. Assolutamente no, ne risentirà soltanto il “buon” andamento, mentre le funzioni essenziali rimarranno intatte, perchè le strutture ben rodate vanno avanti da sole, indipendentemente dal capo di turno.

Ed ecco, il gioco è fatto. Avrete un Damocle al comando, con due spade sulla testa: la prima è la vostra, la seconda quella dei migliori di lui. E’ ovvio che a questo punto la spirale perversa è già partita: egli allontanerà da sè tutti i migliori, in grado di mettersi in luce e, magari, fregargli il posto (i migliori, infatti, continuano imperterriti a credere che il merito si misuri con la capacità e il lavoro ben fatto); in compenso, attirerà a sè con prebende varie tutti i peggiori. E’ chiaro che questo meccanismo, con il passare degli anni, porterà ad un impoverimento tale di quel servizio che qualcuno, finalmente, se ne accorgerà. Ma il problema, a quel punto, non sarà più vostro. Voi sarete già in viaggio per nuovi lidi, forti di un mandato con risultati sbandierati come invidiabili e pronto a piegare nuovi servizi alla vostra volontà. Piuttosto, avrete preparato la strada al prossimo Gattopardo, al quale converrà mantenere lo status quo, non senza aver prima sbandierato che tutto cambierà.

Annunci

Un pensiero su “Le due spade di Damocle

  1. purilu ha detto:

    Ora che il governo della Repubblica è caduto nel pieno arbitrio di pochi prepotenti…noi altri tutti, valorosi, valenti, nobili e plebei, non fummo che volgo, senza considerazione senza autorità, schiavi di coloro cui faremmo paura sol che la repubblica esistesse davvero.
    Lucio Sergio Catilina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...