CIVICA PIEMONTE – DOTT. INGROIA, CHE PECCATO!

clip_image002

Le vecchie logiche politiche portano a una preocuppante distorsione del progetto Rivoluzione Civile. CIVICA PIEMONTE non ci sta e invia la seguente lettera a Antonio Ingroia.

Dott. Antonio Ingroia

CHE PECCATO!

Pochi giorni fa Le abbiamo inviato la nostra adesione ai principi ispiratori di “Rivoluzione Civile”. Non Le abbiamo chiesto posti perché apprezziamo lo spirito autenticamente “civico” del progetto e, come civici, ci siamo messi a disposizione per sostenere un progetto politico partecipato e davvero rivoluzionario.

 Nonostante le rassicurazioni iniziali sul “passo indietro” dei partiti nella formazione delle liste, sulla decisione di costruire una proposta ricca di facce, età e generi, abbiamo invece assistito alla riproposizione delle solite logiche politiche che poco hanno a che vedere con la partecipazione democratica e con la rottura dei vecchi schemi.

 Ancora una volta, soprattutto in Piemonte, l’arroganza dei partiti ha soffocato la voce della testimonianza civica. Abbiamo visto candidati della “società civile”, ricchi di competenze e capacità, scivolare lentamente verso il fondo della classifica. Stiamo parlando di soggetti conosciuti per le loro battaglie sul territorio in difesa della legalità, del rispetto delle regole e dell’ambiente. Altre persone invece sono state semplicemente cancellate con un tratto di penna per far posto alle star, più presunte che vere. I partiti volevano segretari  in posizione eleggibile e l’hanno ottenuto, neanche in modo trasparente, ma attraverso il gioco delle candidature multiple e delle successive opzioni degli eletti in più circoscrizioni.

 Non ce la sentiamo proprio di appoggiare candidature simili, scaturite – lo ripetiamo  – da scelte operate in base a logiche che non ci appartengono e siamo davvero rammaricati per la splendida occasione mancata.

 Come abbiamo avuto più volte sottolineato, per noi lottare per la legalità significa anche combattere l’inquinamento della politica, allontanare i violenti (anche quando sostengono tesi e battaglie a noi care) e i mafiosi, riconoscere le istituzioni, nella ricerca di un dialogo continuo, con l’obiettivo di una sana convivenza civile, unita al sacrosanto riconoscimento dei diritti individuali e collettivi.

 Dire una cosa e farne un’altra è umano, molto umano. Farlo in politica e con un paese allo stremo è una coltellata inferta alla democrazia.

 

Dottor Ingroia, che peccato!

 

 

Mariano Turigliatto

Paolo Gallinatti

Italo Bellotti

 

CIVICA Piemonte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...