Chi è Winston Smith? Quando due indizi non fanno una prova

Magritte melaLeggo spesso e volentieri il blog degli Ecologisti e reti civiche, non solo perché mia moglie ne è la responsabile (lo diciamo subito, così evitiamo a qualche papavero di ricordarlo, come si ama fare a ogni occasione pubblica, anche se non ci è chiara la ragione, visto che nessuno di noi ha motivo di vergognarsi dell’altro; neanche avessimo mai avuto  problemi con la giustizia), ma anche perché, dicevo, trovo gli articoli di Winston Smith davvero apprezzabili: informati, ironici e – a loro modo – spietati. E mi appassiona poco la diatriba sul chi ci sia dietro quello pseudonimo: i miei giudizi sulle idee possono tranquillamente prescindere dall’identità di chi le esprime.

Non sono qui per difendere Winston Smith dalle inconsistenti argomentazioni del Segretario del pd cittadino, almeno per due motivi: 1) è chiaro che Winston sa difendersi benissimo da solo; 2) le risposte del sig. Soncin sono evidentemente dissonanti rispetto al contesto. Sembra, infatti, che non abbia ancora capito che Winston non biasima la legittima posizione di chi cambia idea ma, piuttosto, la facilità con cui le idee prima sostenute acquistano, per alcuni, sembianze demoniache.

Scrivo questo articolo, invece, perché il  “segretario del PD di Grugliasco, Consigliere Comunale, Dottore in Fisioterapia Pier Paolo Soncin” come ama definirsi, mi ha tirato – come si suol dire – in ballo inopinatamente.

Dunque, lusingato per l’immeritato accostamento a Winston Smith, credo di dover rispondere al sig. Soncin, se non altro perché è lui stesso ad ammettere che, identificando me con Smith, mi considera suo interlocutore.

Se lei facesse politica sul serio e non virtualmente potrebbe forse capire che in una qualunque maggioranza consigliare degna di tal nome, le discussioni e i distinguo si sprecano. Ma se si è seri quando si arriva in aula la posizione che si esprime deve essere una. Sennò ci si dimette dalla maggioranza. Almeno sulle cose importanti così deve essere a mio parere.” Soncin dixit.

E i pareri, ci mancherebbe, vanno rispettati. Però io, che non faccio politica sul serio ma solo virtualmente, non sono così stupido da non “capire” e mi meraviglia che il sig. Soncin possa anche solo pensarlo. Possibile che il sig. Soncin non sappia che il mio radicamento nel territorio mi consente di avere informazioni privilegiate sulle “discussioni” del pd e della maggioranza consigliare? Crede forse realmente che io ignori l’ormai sparuta frequenza delle “discussioni”? Crede forse che io sia all’oscuro dei metodi di “discussione” e delibera adottati dal suo partito? Beh, allora si sbaglia. Potrei citare perfino i nomi di coloro che si tolgono ineducatamente le scarpe durante le discussioni e di quelli che non approvano tale abitudine (ma sopportano); di quelli che dànno ordini con i piedi appoggiati sulla scrivania e degli altri che odiano questo comportamento (ma lo dicono solo fuori dalla sede). E avrei, con questo, esaurito la parte interessante delle vostre riunioni, “discussioni e distinguo” compresi.

Figuriamoci, quindi, se non conosco anche il contenuto delle vostre rarissime discussioni. Perché, a detta delle mie fonti (che, come vede, sono affidabilissime) nel Suo partito si discute davvero poco e male. Insomma, Lei può raccontare quello che vuole in giro, ma io so benissimo che la realtà è un’altra. La invito, però, a dimostrare il contrario. Pubblichi sul sito i verbali delle discussioni, metta i nomi dei “distinguo”, dimostri ai cittadini che le comparse che siedono in consiglio comunale hanno anche posizioni proprie e le difendono con i denti.

Fino ad allora, le prove del contrario saranno sotto gli occhi di tutti. Video e sbobinature dei consigli comunali sono lì, implacabili, ad evidenziare l’assoluta inconsistenza delle argomentazioni a sostegno delle vostre deliberazioni o a detrimento dell’opposizione.

E ancora: “Infine. Mi dica lei come pensa che dovrebbero funzionare i CC e le commissioni. Immagino che a lei piacerebbe una roba dove tutti, maggioranza ed opposizione, tirano pomodori e uova marce al sindaco, ma converrà che per questo c’è eventualmente il mercato.”

Qui occorre una risposta articolata. Intanto, ci aggiungerei l’inveterata abitudine di deliberare una cosa e poi farne un’altra, come nel caso della Carta di Pisa e della mozione sulle modalità di selezione degli scrutatori, ad esempio. Mi risulta, infatti, che il Prefetto sia già dovuto intervenire per alcune infrazioni del Regolamento del Consiglio Comunale. Mi informano, altresì, che il Difensore Civico sia stato chiamato in causa per dirimere la questione della convocazione della VI Commissione (Garanzia e Vigilanza), che a quanto pare sarebbe impossibile da convocare, proprio a causa delle vostra scelta (davvero, un pessimo esempio di correttezza istituzionale) di “nominarvi” il presidente (che si ostina a non convocare). Ecco, non pretendo di insegnarvi come debbano funzionare consiglio e commissioni, ma sono certo di come non dovrebbero funzionare: esattamente come li fate funzionare voi.

Per il secondo punto, non vedo la ragione che La induce a considerarmi uno che amerebbe vedere il sig. Sindaco oggetto di lancio di ortaggi e altro. Davvero, mi riesce difficile capire il motivo che La spinge a considerarmi così astioso nei confronti del sig. Sindaco. Per quale motivo dovrei? Sarebbe un bell’esercizio di trasparenza, da parte Sua, dare una spiegazione anche di questo, visto che quasi non ci conosciamo personalmente ma Lei si sente in dovere di attribuirmi tale grado di animosità nei confronti del Primo Cittadino. La invito a farlo pubblicamente, perché io non ho nulla da nascondere; non ci autorizzi a pensare che qualcosa da nascondere ce l’abbia Lei.

E se Lei, invece, non pensava ad un Sindaco in particolare, mi offende ancor di più il sapere che abbia di me (e si faccia punto di propalarla) questa visione distorta rispetto alla mia posizione nei confronti delle istituzioni.

Lei, infatti, non può non sapere del mio rispetto i-n-c-o-n-d-i-z-i-o-n-a-t-o per le istituzioni. Tutto il mio lavoro, la mia carriera, sono un esempio di devozione per le istituzioni in sé, indipendentemente dai loro rappresentanti, e ciò mi ha portato, più di una volta, ad assumere posizioni e provvedimenti contro lo stesso ente (o sue società) per cui lavoro, ma a loro tutela. Provi, ad esempio, a chiedere e poi a pubblicare tutti gli atti relativi alla questione della discarica e dell’ecocentro comunale (sequestrato dalla Magistratura nel 2008). Ci dica se la realtà è quella che ci hanno raccontato i giornali e se coincide con quello che Lei sapeva. Provi a scoprire se qualcuno ha pagato per la gestione non troppo oculata dell’ecocentro comunale e poi ce lo faccia sapere pubblicamente. Poi, ci informi anche se il comune ha chiesto i danni a qualcuno, in seguito alla brillante operazione di vigilanza attuata dalla Polizia Municipale, e quanto ha incassato. Lo può fare in tutta tranquillità, sono ormai atti pubblici. Del resto, non avrei potuto menzionarli se così non fosse. Come infatti Lei saprà, non sono solito violare il segreto istruttorio.

In ultimo, colgo un velo di ironia sulla mia aspettativa (non retribuita) e sul mio tempo libero. Ho già pubblicato un articolo su questo e non intendo ripetermi. Se lo legga, se non l’ha già fatto. Perché quando c’è di mezzo la dignità dei lavoratori, un rappresentante di un partito come il Suo farebbe meglio a pretendere chiarimenti, anziché scherzarci sopra.

Ecco, questo dovrebbe fare un consigliere comunale: rappresentare tutti i cittadini, pensare di essere uno di loro, fare chiarezza, pretendere correttezza e legalità e, infine, rendere pubblico il tutto. Non mi sembra così difficile.

O forse ha ragione chi afferma che gli uomini di partito sono diversi?

Cordialmente

RSU – RLS Italo Bellotti

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Un pensiero su “Chi è Winston Smith? Quando due indizi non fanno una prova

  1. Pier Paolo Soncin ha detto:

    Due piccole cose: la prima ciò che è incosistente sono le sue sedicenti argomentazioni. Secondo, se vuole trasparenza non usi qualche imbecille spifferante..

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