Se quattro pagine vi sembran poche

Alfa beta gamma deltaVi ricordate i vecchi contratti decentrati? Ma sì, quelli che impegnano le amministrazioni (con funzionari pagati), i sindacati (con funzionari pagati) e le RSU (a titolo gratuito), per tutto un anno di riunioni! Proprio loro, quei mallopponi di decine di pagine in cui sono riportati princìpi, criteri, raccomandazioni, postille, commi e paragrafi, la cui somma ha contribuito a far declinare i salari e azzerato i diritti dei pubblici dipendenti!
Ebbene, scor-da-te-ve-li! Da Grugliasco parte infatti un nuovo trend: il contratto-pocket. Quattro paginette, comodamente trasportabili nelle tasche di qualsiasi indumento, da lavoro o da grandi occasioni.

Non credevo ai miei occhi quando, ricevuta la proposta di contratto partorita da un anno di contrattazione (mi auguro, almeno, poco faticosa), ho aperto il file e ho cominciato a leggere: dopo qualche minuto ero già arrivato alla fine, possibile? Certo che è possibile, perché questo haiku contrattuale è un vero e proprio gioiello di sintesi. Togliete le “premesse”, i “richiamati”, i “visti”, i “dato atto”, come in ogni vero festival del burocratese, e quello che rimane è un misero articolo declinato in quattro commi ordinati secondo lettere dell’alfabeto greco, nientemeno che in ordine sparso: α, β, Χ, δ, (sic!). Niente di più, oltre all’immancabile spazio per le firme e altre formule di rito.

Vi chiederete se un anno di trattative giustifica queste quattro righe. Vi risponderei di sì, se in queste quattro righe ci fosse almeno la più piccola traccia del tentativo di inchiodare l’amministrazione su alcuni obblighi di legge: ad esempio, la destinazione dei risparmi effettuati ex leggi Brunetta al fondo per la produttività. Infatti, nonostante l’impegno preso anni fa (perché a Grugliasco le leggi ci si impegna a rispettarle), di quei soldi ancora non c’è traccia. E se ne chiedi conto (cosa che, a quanto pare, l’attuale RSU si è ben guardata dal fare) la risposta è sempre la stessa: bisogna certificarli, questi risparmi. Forma verbale che, evidentemente, nessuno sa come mettere in pratica.

Dunque, ancora una volta, nessun apporto delle rappresentanze sindacali a favore dei lavoratori. Il Sistema di Valutazione continua a essere piegato ai voleri e agli errori di dirigenti e posizioni organizzative; le risorse non vengono integrate con il dovuto; il potere di acquisto dei lavoratori continua e accelera il proprio declino, in compagnia del sistema dei diritti.

E quindi? Si tratta di una proposta dell’amministrazione. La firmeranno i nostri eroi? Io credo di sì, anzi, ne sono sicuro. Ma il 18.12 ci si riunisce tra RSU, poi vi dirò che cosa è successo.

Italo Bellotti – RSU del Comune di Grugliasco

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