Armiamoci e… partite!

Ovvero, della declinazione delle responsabilità nella pubblica amministrazione.

Armiamoci e partite« Ah, siete voi? Salute o ben pensanti,
In cui l’onor s’imbotta e si travasa;
Ma dite un po’, perché gridate "avanti!"
E poi restate a casa?...»

Inizia così la poesia Agli Eroissimi del poeta ravennate Olindo Guerrini, unico esempio di uso “in rima” di una frase il cui uso ironico e caricaturale […] è già attestato nell’edizione del 1891 del Nòvo dizionàrio universale della Lingua Italiana di Policarpo Petrocchi che la registra nella fraseologia del lemma “partire”. (Wikipedia).

Inutile ricordare l’inestricabile intreccio che lega tale allocuzione ai vizi tipici dell’italico carattere, icasticamente sottolineati da fior di autori nostrani e non. Allo stesso modo, il buon gusto mi impedirà di evidenziare parallelismi con avvenimenti piuttosto recenti, testimonianza inconfondibile della mai sopita tendenza italiana all’abbandono delle truppe da parte di condottieri più inclini alle chiacchiere che all’azione.

Scrivo, piuttosto, per richiamare l’attenzione su un fatto che, pur difettando della tragicità solitamente richiesta per “far notizia”, può ben essere considerato un utile specchietto del funzionamento della pubblica amministrazione italiana, famosa più per l’inefficienza e lo spreco che per i suoi atti di eroismo privato.

Cosa c’è, infatti, di più meritevole del sacrificio di alcuni lavoratori della polizia locale, costretti a rinunciare al meritato riposo settimanale a causa di una manifestazione tutt’altro che improvvisata come quella cosiddetta “dei forconi”, di cui solo il loro comandante pare non essere stato a conoscenza, al punto da costringerli all’eroico gesto con un preavviso praticamente inesistente? Avrebbero potuto richiedere un ordine di servizio formale, oppure impugnare l’improvvida decisione del loro condottiero, magari dopo aver ottemperato all’ordine, ma con la soddisfazione di stigmatizzare l’evidente carenza organizzativa in cui versa il loro ufficio.

Invece no. Eppure, così facendo, avrebbero costretto la letargica macchina amministrativa ad aprire per un momento gli occhi, magari per accorgersi di un fatto ben più grave, che i lavoratori non hanno evidentemente avuto il coraggio di denunciare apertamente. Infatti, svegliati temporaneamente dal sonno profondo in cui sono immersi, gli alti papaveri dell’amministrazione grugliaschese si sarebbero accorti che, mentre i vigili erano costretti all’improvvisa rinuncia al riposo settimanale, il loro comandante si guardava bene dal rinunciare ad una giornata di ferie, provvidamente programmata per lo stesso giorno. Perché la fortuna aiuta gli audaci, appunto.

Devo aggiungere altro?

Italo Bellotti. R.S.U. della Polizia Locale del Comune di Grugliasco.

Ps: noterete che nella firma di alcuni post non rinuncio ad evidenziare il mio ruolo di dirigente sindacale. Non è un vezzo, credetemi. Si tratta soltanto di una misura precauzionale, magari eccessiva, nella consapevolezza che il sonno delle macchina amministrativa grugliaschese sembra in alcuni casi solo apparente, come dimostra questo esempio. Insomma, quando vogliono sono fin troppo svegli.   

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