Prove da sindaco


E così ieri, tra il silenzio della stampa e il pienone di pubblico, “l’altro pd” ha ufficializzato la candidatura di Salvatore Amarù a sindaco di Grugliasco.
Sarà dunque la riproposizione del duello delle primarie ultime scorse, a tener banco nel centro sinistra grugliaschese in occasione delle ormai prossime elezioni amministrative.
Questa volta, però, il rapporto di forze sembra decisamente ribaltato, a danno del sindaco uscente. A testimoniarlo, il bagno di folla che ha invaso la sala del Consiglio comunale di Grugliasco, ma anche la maschera livida del primo cittadino uscente, per l’occasione rintanato nel suo ufficio, a imitazione di quei funzionari che per meritare prestigio assillano la macchina comunale con la loro sterile presenza.

Certo, chi si aspettava novità intriganti, candidati giovani, magari donne, per contrastare il vecchiume che da troppo tempo soffoca la città, sarà rimasto deluso. D’altro canto, il prestigio e l’esperienza sono sempre tenuti in alta considerazione da una certa classe politica.
Rimane ora da vedere come si muoveranno le restanti forze in campo, prescindendo – non me ne vogliano – dalle neonate realtà civiche decise a correre in solitaria, di cui è difficile ipotizzare l’incidenza nei corsi elettorali.
A questo punto, ci si potrebbe aspettare a buon diritto che la compagine che fa capo a Turigliatto, magari coalizzandosi con quel che rimane della sinistra, decida di puntare non solo sulle competenze ma anche sul carisma del proprio candidato sindaco. D’altronde, lo stesso Turigliatto è il migliore esempio grugliaschese – finora – del personaggio che incarna perfettamente queste due caratteristiche, ragion per cui la sua immagine sarebbe la prima a giovare del buon risultato di un suo delfino.
Insomma, tutto serve a questa parte della sfera politica grugliaschese, tranne un candidato che non spicchi per freschezza, lucidità e capacità organizzative. Per capirci, uno di quelli che “non si parla addosso”.
Sempre che i possibili futuri alleati di Amarù non decidano di giocare la stessa carta del Movimento 5 stelle. Il quale, sicuramente memore (e a ragione) delle esperienze in altre parti della penisola, sembra che abbia deciso di puntare proprio sul candidato ideale: donna, giovane e – pare – competente.
Come ho già avuto occasione di dire in precedenza, loro possono permettersi di prescindere dai trascorsi in consiglio comunale e anche dall’effettivo radicamento sul territorio del singolo candidato. La loro forza risiede soprattutto nel simbolo, nel programma cristallino e nel traino delle esperienze di amministrazioni invise a tutto l’establishment nazionale ma amate dai cittadini.
Per tutti gli altri la strada sembra più impervia. Importante, per loro, sarà quindi attrezzarsi nel miglior modo possibile. Dimostrare.di saper allocare correttamente le risorse a disposizione suggerisce una propensione al buon governo che potrebbe non sfuggire agli elettori.

Il miglior avversario possibile

dammi-cinqueIn questi tempi di estrema aleatorietà del panorama politico, a Grugliasco (TO) sembrerebbe profilarsi almeno una certezza: Roberto Montà (pd) potrebbe non diventare sindaco una seconda volta.
Inutile raccontarvi la storia del fenomeno che, in quasi vent’anni, da giovane virgulto della sana amministrazione si è trasformato nel solito vecchio trombone della politica più retriva.
Senza dimenticare il suo miglior record, di cui ho parlato altrove (Leggi qui), che ha visto la sua coalizione vincere le passate elezioni grugliaschesi “nonostante” la sua impopolarità.

Ma non sarà questa sua impopolarità a fregarlo. E neppure la penosa storia delle sue “dimenticanze” riguardo ai pagamenti delle tasse (Leggi qui). Aggravata – a nostro avviso, dalla sua posizione di presidente di Avviso Pubblico. No, a mettere le cose a posto ci hanno pensato i Moderati e i cosiddetti “dissidenti” interni al pd grugliaschese. I motivi sono noti e non ci soffermeremo ad elencarli. Lasciamo ad altri le oziose elucubrazioni sulle dinamiche interne al pd e alla sua coalizione. Quello che conta, a nostro avviso, è che ormai la frittata dovrebbe essere fatta. I Moderati potrebbero tornare ma Montà non dovrà essere il candidato sindaco. I dissidenti potrebbero rientrare ma Montà dovrà farsi da parte. Il pd – pur lamentando mal di pancia dietro le quinte – ha mostrato un sostegno non solo di facciata al vecchio politico azzoppato. Ergo, molto probabilmente perderanno. Continua a leggere

Lavoratori di tutta Italia, maturiamo!

L’interesse delle aziende a trattenere il TFR dovrebbe contrapporsi a quello dei lavoratori di disporne come meglio credono. Il sindacato dovrebbe partire da qui per costruire una dialettica contrattuale che porterebbe maggiori benefici rispetto alla difesa di posizioni ideologiche ormai prive di senso.

Marx VSe io fossi un alieno, non del tutto digiuno delle umane cose ma senza un’idea precisa del ruolo del sindacato italiano, rimarrei interdetto di fronte al dibattito sull’art. 18 così come riportato dai media italiani. Il mio disorientamento, però, aumenterebbe esponenzialmente ragionando, al contempo, sulla proposta renziana di “versamento” in busta paga di una parte del TFR dei lavoratori. Continua a leggere

La peggiore concorrenza

LennyCaro Andrea. Mi chiedi di pubblicare per intero la tua lettera, piena di spunti per ulteriori riflessioni, anche di una certa profondità. L’importanza della tua missiva assume significato sotto due profili. Da un lato, stimola la riflessione sull’importanza della cosiddetta self-consciousness, intesa come piena consapevolezza di sé, delle proprie capacità così come dei propri limiti. D’altro canto, consente di fare ulteriore luce sui meccanismi perversi che regolano i rapporti tra politica e pubblica amministrazione, fatti di completa trascuratezza nei confronti dell’interesse pubblico. Continua a leggere