Grugliasco. Di tempeste, acquazzoni e prevedibili rotte.

imagesCaro Cornelio,
con la tua lettera passionale, quasi infuocata, per un attimo sei riuscito a spiazzarmi. Fai riferimento ai miei due precedenti post sulle elezioni grugliaschesi, e hai deciso di suonarmele di santa ragione. Tiri in ballo anche il povero Hitchens, tentando di scoraggiarmi dal seguire i suoi consigli e, opportunamente, tacere più spesso. Mi proponi, altresì, la lettura di un articolo (leggi qui) che consideri l’ultima parola su tutta la vicenda.

Orbene, lungi da me il sottrarmi a qualsivoglia battaglia polemica, voglio risponderti “per le rime”.
Intanto, ho letto l’articolo che mi hai proposto e devo dire che non vi ho trovato una sola parola sbagliata o fuori posto, a partire dal titolo. Anzi, il titolo non dice ancora tutto e tra breve ti spiegherò il perché. Inutile, quindi, soffermarci oltre sul pezzo citato, se non per dire che non è leale, da parte tua, confrontarlo con i miei. Ex post, infatti, è difficile sbagliare le analisi.

Se rimanessimo nel campo dei numeri, non potremmo non notare che la vittoria – meritata – di Roberto Montà è pur sempre orfana del suo competitor storico (Mariano Turigliatto), mancato all’appello per valide ragioni ma inspiegabilmente poco oculato nella scelta del suo successore.  Permettimi dunque di abbandonare per un attimo le aride cifre e tentare una notazione appena appena socio-politica su quanto accaduto; sono sicuro che rimarrai soddisfatto di quanto dirò sul tuo amato sindaco. Continua a leggere

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Il miglior avversario possibile

dammi-cinqueIn questi tempi di estrema aleatorietà del panorama politico, a Grugliasco (TO) sembrerebbe profilarsi almeno una certezza: Roberto Montà (pd) potrebbe non diventare sindaco una seconda volta.
Inutile raccontarvi la storia del fenomeno che, in quasi vent’anni, da giovane virgulto della sana amministrazione si è trasformato nel solito vecchio trombone della politica più retriva.
Senza dimenticare il suo miglior record, di cui ho parlato altrove (Leggi qui), che ha visto la sua coalizione vincere le passate elezioni grugliaschesi “nonostante” la sua impopolarità.

Ma non sarà questa sua impopolarità a fregarlo. E neppure la penosa storia delle sue “dimenticanze” riguardo ai pagamenti delle tasse (Leggi qui). Aggravata – a nostro avviso, dalla sua posizione di presidente di Avviso Pubblico. No, a mettere le cose a posto ci hanno pensato i Moderati e i cosiddetti “dissidenti” interni al pd grugliaschese. I motivi sono noti e non ci soffermeremo ad elencarli. Lasciamo ad altri le oziose elucubrazioni sulle dinamiche interne al pd e alla sua coalizione. Quello che conta, a nostro avviso, è che ormai la frittata dovrebbe essere fatta. I Moderati potrebbero tornare ma Montà non dovrà essere il candidato sindaco. I dissidenti potrebbero rientrare ma Montà dovrà farsi da parte. Il pd – pur lamentando mal di pancia dietro le quinte – ha mostrato un sostegno non solo di facciata al vecchio politico azzoppato. Ergo, molto probabilmente perderanno. Continua a leggere

Lavoratori di tutta Italia, maturiamo!

L’interesse delle aziende a trattenere il TFR dovrebbe contrapporsi a quello dei lavoratori di disporne come meglio credono. Il sindacato dovrebbe partire da qui per costruire una dialettica contrattuale che porterebbe maggiori benefici rispetto alla difesa di posizioni ideologiche ormai prive di senso.

Marx VSe io fossi un alieno, non del tutto digiuno delle umane cose ma senza un’idea precisa del ruolo del sindacato italiano, rimarrei interdetto di fronte al dibattito sull’art. 18 così come riportato dai media italiani. Il mio disorientamento, però, aumenterebbe esponenzialmente ragionando, al contempo, sulla proposta renziana di “versamento” in busta paga di una parte del TFR dei lavoratori. Continua a leggere

Il “latinorum” grugliaschese

Una volta si faceva un uso mistificatorio della cultura per ingannare i semplici. La nuova casta, invece, ne ricava solo brutte figure.

Lavagna«- Sapete voi quanti siano gl’impedimenti dirimenti?
– Che vuol ch’io sappia d’impedimenti?
Error, conditio, votum, cognatio, crimen, cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, si sis affinis,…- cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita.
– Si piglia gioco di me? – interruppe il giovine. – Che vuol ch’io faccia del suo latinorum
Il celebre dialogo tra Don Abbondio e Renzo Tramaglino, che si conclude con il sostanziale rifiuto del primo di unire in matrimonio i Promessi sposi, è diventato emblematico di un uso mistificatorio della cultura come strumento per ingannare e prevaricare i semplici. Il prete poteva star certo che Renzo non conosceva il Diritto canonico, tantomeno poteva masticar di latino; la sua condizione sociale, insomma, lo escludeva a priori da determinate conoscenze. Allo stesso modo, la posizione di Don Abbondio era garanzia di un livello di cultura superiore. Continua a leggere