Gli imprevedibili costi dei politici. Anche quelli della porta accanto

L’incidenza dei costi dei politici sulle finanze di noi cittadini ha superato la soglia della normale sopportazione già da tempo. E a quelli palesi e occulti occorre aggiungere  i costi delle inefficienze di mercato legate alla politica.

Tasche vuoteContrariamente alla narrativa di regime, è nota a chiunque la riluttanza dei politici di professione nei confronti del lavoro propriamente detto, quello che produce ricchezza per il Paese. Pressione fiscale da record e incidenza del costo della vita dell’80 per cento sugli stipendi medi stanno lì a dimostrare che loro, i politici, sono molto più avvezzi a sperperarla, quella ricchezza, anziché produrla. Quello a cui nessuno di noi normalmente pensa, e che viene opportunamente taciuto dal mainstream dell’informazione, è che l’incidenza dei costi dei politici sulle finanze di noi cittadini ha superato la soglia della normale sopportazione già da tempo. Solo che non lo sappiamo o non lo valutiamo correttamente, perchè quando si tocca questo discorso, in genere, si fa riferimento ai più generici costi “della politica” e non “dei politici”. In questo modo si opera una pericolosa (ma funzionale per il sistema) spersonalizzazione del problema. Continua a leggere

Annunci

Licenziamenti “facili” e pubblico impiego

Un mio articolo pubblicato su “Lo Spiffero”

Prima di chiedere norme più “privatistiche” per il settore vanno riviste le modalità di funzionamento della piramide del potere. Elaborando un sistema veramente oggettivo per valutare il merito dei dipendenti

Il tema della licenziabilità dei dipendenti pubblici sembra essere l’apice di una tendenza in corso ormai da anni in Italia. La campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego affonda le radici molto indietro nel tempo ma possiamo affermare che ha trovato particolare eco negli ultimi anni, utilizzata in modo magistrale e demagogico dall’ex ministro Brunetta e amplificata a scopo sensazionalistico da una stampa spesso poco informata o a corto di idee. Idee che sono mancate anche e soprattutto ai sindacati rappresentativi della categoria, posizionati in modo un po’ ondivago tra istanze, appunto, rappresentative e necessità di captatio benevolentia nei confronti dei cittadini. Continua a leggere

Novantasette, torto che parla. Prima parte

Come ogni anno, è arrivato il periodo delle pagelle. Dopo aver firmato per presa visione la pagella del primo quadrimestre di mia figlia, mi sono subito ritrovato a fare i conti con le valutazioni. Questa volta, però, il valutato sono io.
Devo ammettere, a scanso di equivoci, che non mi piace essere valutato. Non in generale, ci mancherebbe. Ci sono ambiti della vita, come la scuola o il lavoro, in cui le valutazioni hanno una funzione fondamentale, anzi, più di una. Permettono un’ allocazione efficiente delle risorse, premiano i soggetti più meritevoli e permettono ai valutati di migliorare. Se prendi un cinque in Storia, sai subito che devi studiare di più per recuperare. Continua a leggere